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Giovedì, 28 Agosto 2014 00:00

L'approdo a Koh Samet

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L'isola  di Koh Samet, situata ad est del Golfo di Thailandia, é raggiungibile in autobus dalla stazione Ekkamai, nella parte est di Bangkok.

Sarà forse che arriviamo qui un po' tardi (sono le 10 e mezza circa), ma ci sono poche persone e pochi autobus. Ci lasciamo docilmente accalappiare da uomini in divisa da autista che, appresa la nostra meta, ci propongono il viaggio in minivan sino al molo di Ban Phe a 200 Bath a testa. Accettiamo senza tante trattative: siamo un po' stanchi ed é tanta la voglia di arrivare il prima possibile.

Fortunatamente il viaggio si rivela più comodo della precedente esperienza in minivan: gli zaini vengono collocati nel portabagagli e noi prendiamo posto sui sedili accanto ai compagni di viaggio, tutti giovani locali.

Arriviamo a Ban Phe, piccolo villaggio di pescatori, verso le 14 e, appena scaricati i bagagli, ci viene incontro una giovane donna che ci mostra dove fare i biglietti per il traghetto per Koh Samet: si tratta di una specie di porticato dove sono posizionate una serie di scrivanie. Ci dirigiamo a quella che ci é stata indicata.

La scelta é pessima perché abbiamo subito una discussione con la cassiera, la quale vuole a tutti i costi venderci un biglietto per la Speedy boat, tre volte più caro della barca normale; poi, visto che noi insistiamo per prendere la tratta più economica, cerca di farci acquistare il biglietto a/r sostenendo che non é possibile comprare solo l'andata. Noi però vogliamo solo l'andata, quindi, vedendo che la cassiera non cede, ci dirigiamo altrove. Sennonchè la persona che era accanto alla cassiera viene poi a cercarci ed accetta le nostre condizioni. Con 100 Bath a testa ci siamo assicurati un posto nel traghetto normale per Koh Samet. In realtà siamo comunque stati un po' "beffati", ma lo scopriremo solo al nostro ritorno..

Rimaniamo in attesa presso il portico e dopo circa mezz'ora l'assistente della cassiera ci fa salire sul suo Tuk Tuk e ci porta in un altro molo. Ci imbarchiamo su una barca abbastanza vecchia e piena di locali. Il viaggio comunque é breve ed in circa mezz'ora approdiamo a Koh Samet.

Qui ci fanno sbarcare in un pontile accanto a quello principale e chiuso, in fondo, da alcune transenne, sulle quali é posto un cartello che avvisa  i turisti, in arrivo e in partenza, di pagare una tassa di ingresso sull'isola di 10 Bath, che viene prontamente riscossa da un uomo appoggiato alle transenne. Ci hanno "beffato" per la seconda volta oggi, ma ce ne accorgeremo, ancora, al nostro ritorno..

Il nostro hotel, il Sunrise Villa, é accanto al porto ed é composto da bungalow in cemento. Fortunatamente ci viene assegnato il penultimo, lontano dalla vista del porto, con un bel panorama sulla spiaggetta privata, nella quale, si affretta a spiegare la gentile ragazza della reception, é meglio fare attenzione se si intende fare il bagno perché ci sono parecchi ricci di mare.

Il nostro primo pomeriggio a Koh Samet vola via veloce nell'esplorazione dei dintorni della nostra zona.

Seguiamo le indicazioni che ci hanno dato alla reception e attraversiamo il paese vicino al porto per raggiungere le spiagge della costa est dell'Isola. Scopriamo che, siccome tali spiagge sono situate in un parco naturale, per accedervi ocorre pagare, una tantum, una tassa di 200 Bath a persona. Non sembra esserci altro modo per raggiungere queste sspiagge, per cui mettiamo ancora una volta mano al portafoglio.

Ne vale la pena: le spiagge di Hat Sai Kaew e, poco più in la, quella di Ao Prao, sorvegliata da una grande statua di sirena col suo innamorato, si presentano come lingue di una sabbia bianca e finissima, che si getta in un mare non proprio cristallino quanto ci si aspettava, ma limpido e pulito.

Lo sguardo si perde all'orizzonte là dove il blu del mare aperto incontra il grigio perla del cielo di fine agosto. I pensieri volano sospinti dal vento e si affaccia nel cuore un po' di malinconia: Koh Samet é l'ultima tappa del nostro viaggio e tra pochi giorni riprenderemo un aereo che ci riporterà in Occidente, in Italia, alle nostre vite ordinarie, ai nostri panni da lavoro, ai luoghi noti, alla lingua madre, alla dieta mediterranea.

E cosa fare per scacciare la malinconia se non tuffarsi nell'alcol di un aperitivo? Allo scopo si presta perfettamente un bar sulla spiaggia, dove attendiamo pazientemente l'ora di cena ammirando, da avventori in solitaria, questo primo tramonto isolano.

Gustiamo poi una cena base di pesce in un thai restaurant, dove la padrona ci cucina, per 400 Bath, un enorme pesce, di cui purtroppo ignoriamo la specie, che ci viene servito tutto intero, come da usanza thailandese, ma che riusciamo a pulire e a gustare con la medesima facilità quasi fosse il famoso tonno che si taglia con un grissino.

Saziati, rientriamo verso l'alloggio appena in tempo per evitare l'acquazzone.

Questo primo giorno sull'isola é volato..

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