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Domenica, 31 Agosto 2014 00:00

Ritorno a Bangkok

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Nonostante tutto, l'idea di lasciare Koh Samet ci rattrista un po': segna la fine della nostra esplorazione a zonzo per la Thailandia e l'aprirsi del capito finale del nostro viaggio.

Dopo l'ennesima notte di pioggia ci svegliamo e raccogliamo con calma le nostre cose per poi andare a fare colazione al bar del  nostro 'resort'. La location è fantastica: una terrazza proprio sul mare. Prendiamo una colazione alla continentale, con uova, pancetta, pomodori. 

Facciamo qualche ultima foto e ci dirigiamo verso il vicino porto. Abbiamo ben imparato la lezione dall'esperienza dell'andata e quindi ci dirigiamo con decisione verso la barca che ci hanno indicato alla reception, ancora una volta una 'big boat'. Con nostra sorpresa (ma in realtà ne avevamo sentore..) il biglietto costa la metà del prezzo sborsato per l'andata.

Le nuvole ci accompagnano lungo tutto il tragitto verso la terra ferma, "regalandoci" anche qualche minuto di fitta pioggia e costringendoci a cercare spazio verso il centro della barca per non bagnarci.

Arriviamo in un porto diverso da quello dell'andata, che sembra molto più grande ed organizzato, infatti ci sono tanti ristoranti e bancarelle. Dall'altro lato di un grande spiazzo/parcheggio si stende anche un ampio mercato coperto.

Per prima cosa cerchiamo dove poter acquistare un biglietto per un bus con direzione Bangkok. Ci tentano di convincere a prendere un minivan, più rapido e quasi pronto a partire. Ma noi non abbiamo nessuna fretta ed inoltre vorremmo anche procurarci un po' di cibo da consumare durante il viaggio. Così prendiamo il biglietto per un bus che dovrebbe partire quasi un'ora dopo.

Nell'attesa, esploriamo il mercato coperto. Vi troviamo sostanzialmente due categorie di bancarelle. La prima dove si possono trovare suovenirs ed abbigliamento per turisti. La secondo dedicata al cibo, molto del quale in versione essiccata; vi si può trovare veramente di tutto. Dalla frutta alla verdura, dalla carne al pesce. Noi optiamo per del riso da asporto, che ci viene consegnato in dei comodi contenitori in polistirolo con dentro forchetta monouso. Anche qui i costi sono molto contenuti. Con pochi Bath si prendono piatti buoni ed abbondanti. C'è anche il tempo per un espresso freddo, preso da un piccolo chiosco vicino.

Il viaggio con il bus passa in tranquillità, ma con il cuore appesantito da un velo di nostalgia per questo viaggio che sta volgendo al termine. Dedichiamo il tempo a scrivere qualche appunto ed a riguardare qualche foto scattata sull'isola. Cerchiamo anche di studiare la strada che dovremo fare dalla stazione dei bus a Bangkok per raggiungere la nostra ultima sistemazione thailandese. 

Abbiamo deciso di trascorrere le ultime 3 notti presso lo Steve Boutique Hostel che si trova nella medesima zona dove abbiamo soggiornato nei nostri primi giorni a Bangkok. La scelta è stato frutto di una comparazione di tre fattori: prezzo, recensioni e posizione. Per arrivarci dobbiamo prendere uno skytrain ed un bus. Grazie all'ausilio della nostra fidata mappa dei bus non ci è difficile raggiungere la destinazione. Devo dire che gioca anche a nostro vantaggio il conoscere la zona. La strada dell'ostello costeggia un piccolo canale che sfocia nel fiume principale; lungo di esso si estende un piccolo mercato dedicato, almeno ci sembra, alla frutta e verdura. 

Le camere dell'ostello sono tutte allineate su un unico piano terreno e sono tutte con le porte che danno direttamente all'esterno. Alla reception ci accoglie un signore a torso nudo, magro e tatuato. Non so perché, ma mi viene in mente un uomo della yakuza giapponese. Nonostante l'aspetto, è molto cortese e ci accompagna subito alla nostra stanza. La camera è molto semplice, ma ha tutto quello serve per rendere confortevoli le nostre ultime notti in Thailandia.

Ci sistemiamo un attimo e dopo usciamo per un giro serale nel centro moderno della città, ove gli enormi shopping mall dominano le strade ricolme di traffico e si innalzano al di sopra del sopraelevato skytrain.

La nostra meta, in particolare, è il Terminal 21. Avevamo letto su alcune guide che è un centro commerciale particolare, ove ogni piano è dedicato ad una famosa città. Così al suo interno si può andare al piano Parigi, oppure al piano Tokyo, al piano Roma e poi fare un salto al piano London. Qui le grandi catene sono bandite quasi del tutto. Tutti gli spazi sono occupati da piccoli negozi principalmente di abbigliamento. Il design originale domina ogni vetrina ed è facile che chiunque possa trovare qualcosa di adatto al proprio stile. Un'esperienza da non mancare? una visita ai bagni. Ogni piano ha il suo stile, ma vi troverete sempre i water ultra moderni in stile giapponese. 

Dopo un giro tra alcuni negozi raggiungiamo gli ultimi due piani. Entrambi sono dedicati alla città di San Francisco. Il primo dei due si chiama semplicemente San Francisco, il secondo San Francisco Pier. Entrambi sono dedicati al cibo e c'è veramente l'imbarazzo della scelta. Si possono trovare cucine di tutto il mondo a prezzi molto accessibili. Certo, un po' più cari del cibo preso dalle bancarelle sulle strade, ma ne vale assolutamente la pena. 

 

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